Quando lessi il post di Emanuela , con il video relativo alla sperimentazione del JumPC, provai sentimenti contrastanti.
Un po' perchè in quei giorni a scuola si discuteva del fatto che non ci fossero più fondi per le supplenze ( 5 sostituzioni per maternità e i soldi per il 2009 erano finiti) e quindi LIM e JumPC sembravano lontani anni luce.
Ma c'era anche un altro motivo.
Un anno fa alla Fiera del Libro di Torino avevo assistito alla presentazione di XO , il computer da 100 $ del progetto sostenuto da Negroponte: OLPC , One Laptop Per Children
Il prof. Guastavigna e il prof. Zucchini ne avevano illustrato sia i pregi, sia i difetti, ma io non ho pouto fare a meno di guardare con speranza a quel progetto.
In questi mesi non ne ho più sentito parlare. Ho visto invece uscire sul mercato minilaptop molto "fashion" e molto "trendy". Dove è finito XO ?
Amici della Toscana , mi fate sapere se prosegue l'iniziativa della Regione , che prevedeva l'acquisto di un certo numero di XO per le scuole locali e di altrettanti da mandare nei paesi in via di sviluppo?
Oggi ho trovato il video (sottotitolato) in cui Nicholas Negroponte presenta OLPC al TED
ed un altro in cui racconta d'averne consegnato un notevole quantitativo in Colombia
Io continuo a pensare che queste soluzioni a "basso costo" ed alto valore siano da sostenere, per il bene dei paesi in via di sviluppo e per quelli più o meno o quasi sviluppati.
sabato 16 maggio 2009
domenica 10 maggio 2009
Omaggio alla scuola dell'infanzia
L'esperienza d'insegnamento nella scuola dell'infanzia è stata fondamentale.
Ho imparato ad osservare i bambini mentre giocano , mentre parlano tra di loro o tra se e sè.
Ho imparato ad allestire degli spazi in cui potessero acceder agli oggetti , nel momento migliore per ciascuno di loro.
Non sempre sono riuscita a trasferire ciò nella scuola primaria (leggi "elementare"), ma l'imprinting è stato fondamentale.
Così , dopo essermi arrabbiata nel post precedente, mi faccio un regalo.
Ho imparato ad osservare i bambini mentre giocano , mentre parlano tra di loro o tra se e sè.
Ho imparato ad allestire degli spazi in cui potessero acceder agli oggetti , nel momento migliore per ciascuno di loro.
Non sempre sono riuscita a trasferire ciò nella scuola primaria (leggi "elementare"), ma l'imprinting è stato fondamentale.
Così , dopo essermi arrabbiata nel post precedente, mi faccio un regalo.
TUTTO QUELLO CHE MI SERVE SAPERE L' HO IMPARATO ALL'ASILO
di Robert Fulghum
La massima parte di ciò che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l' ho imparata all'asilo.
La saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori, bensì nei castelli di sabbia del giardino dell'infanzia. Queste sono le cose che ho appreso:
Dividere tutto con gli altri.
Giocare correttamente.
Non fare male alla gente.
Rimettere le cose al posto.
Sistemare il disordine.
Non prendere ciò che non è mio.
Dire che mi dispiace quando faccio del male a qualcuno.
Lavarmi le mani prima di mangiare.
I biscotti caldi e il latte freddo fanno bene.
Condurre una vita equilibrata: imparare qualcosa,
pensare un po' e disegnare, dipingere, cantare,
ballare, suonare e lavorare un tanto al giorno.
Fare un riposino ogni pomeriggio.
Nel mondo, badare al traffico, tenere per mano
e stare vicino agli altri.
Essere consapevole del meraviglioso.
Ricordare il seme nel vaso: le radici scendono,
la pianta sale e nessuno sa veramente come e perché,
ma tutti noi siamo così.
I pesci rossi, i criceti, i topolini bianchi e
persino il seme nel suo recipiente:
tutti muoiono e noi pure.
Non dimenticare, infine, la prima parola che ho imparato,
la più importante di tutte: GUARDARE.
Tutto quello che mi serve sapere sta lì, da qualche parte: le regole auree, l'amore, l'igiene alimentare, l'ecologia, la politica e il vivere assennatamente.
Basta scegliere uno qualsiasi tra questi precetti, elaborarlo in termini adulti e sofisticati e applicarlo alla famiglia, al lavoro, al governo, o al mondo in generale, e si dimostrerà vero, chiaro e incrollabile.
Pensate a come il mondo sarebbe migliore se noi tutti , l'intera umanità prendessimo latte e biscotti ogni pomeriggio alle tre e ci mettessimo poi sotto le coperte per un pisolino, o se tutti i governi si attenessero al principio basilare di rimettere ogni cosa dove l' hanno trovata e di ripulire il proprio disordine.
Rimane sempre vero, a qualsiasi età, che quando si esce nel mondo è meglio tenersi per mano e rimanere uniti!
Pro scolarizzazione
Oggi , mentre rileggevo alcuni post di Marconato a proposito di scolarizzazione, di link in link , non so come, mi sono imbattuta in alcuni forum di mamme che commentavano l'esperienza scolastica dei loro bambini.
Mi mancava questa prospettiva, anche se ormai sono opinioni abbastanza diffuse...
E' un altro tassello che si aggiunge al quadro o , in chiave più dinamica, un'altra variabile del fenomeno su cui stiamo riflettendo.
"Il bambino è curioso, creativo e la scuola lo soffoca. "
Non posso fare a meno di sentirmi frustrata.: creatività ed intelligenza che maturano fuori dalla scuola, indipendentemente dalla scuola, malgrado la scuola .
Non so ... se c'è tutta questa abbondanza di creatività ed intelligenza "fuori", perchè ho spesso la sensazione di essere circondata da idiozia?
In questi anni con i colleghi ed amici ci siamo messi in discussione, abbiamo cercato di cogliere le incongruenze di un sistema scolastico che fatica a individuare e mantenere una rotta , cerchiamo continuamente di imparare.
" In che misura siete rappresentativi del mondo insegnante?" , aveva chiesto Andreas in uno dei primi incontri in chat.
Non lo so. Non so se raggiungiamo la massa critica per indurre un cambiamento.
Ma oggi sono irritata: son stufa della retorica del bimbo bello buono e creativo, della mamma amorevole e promotrice di autostima , del papà tecnologico, contrapposti alla maestrina della penna rossa o alle figure sbiadite ed anonime dell' iconografia antica e moderna.
Io ho usufruito della scolarizzazione di massa e provengo da una famiglia in cui l'istruzione era considerata un bene prezioso e la possibilità di accedervi un privilegio. Penso che la scolarizzazione sia un diritto: puoi protestare perchè non è adeguata , non per il fatto che ci sia.
Mi mancava questa prospettiva, anche se ormai sono opinioni abbastanza diffuse...
E' un altro tassello che si aggiunge al quadro o , in chiave più dinamica, un'altra variabile del fenomeno su cui stiamo riflettendo.
"Il bambino è curioso, creativo e la scuola lo soffoca. "
Non posso fare a meno di sentirmi frustrata.: creatività ed intelligenza che maturano fuori dalla scuola, indipendentemente dalla scuola, malgrado la scuola .
Non so ... se c'è tutta questa abbondanza di creatività ed intelligenza "fuori", perchè ho spesso la sensazione di essere circondata da idiozia?
In questi anni con i colleghi ed amici ci siamo messi in discussione, abbiamo cercato di cogliere le incongruenze di un sistema scolastico che fatica a individuare e mantenere una rotta , cerchiamo continuamente di imparare.
" In che misura siete rappresentativi del mondo insegnante?" , aveva chiesto Andreas in uno dei primi incontri in chat.
Non lo so. Non so se raggiungiamo la massa critica per indurre un cambiamento.
Ma oggi sono irritata: son stufa della retorica del bimbo bello buono e creativo, della mamma amorevole e promotrice di autostima , del papà tecnologico, contrapposti alla maestrina della penna rossa o alle figure sbiadite ed anonime dell' iconografia antica e moderna.
Io ho usufruito della scolarizzazione di massa e provengo da una famiglia in cui l'istruzione era considerata un bene prezioso e la possibilità di accedervi un privilegio. Penso che la scolarizzazione sia un diritto: puoi protestare perchè non è adeguata , non per il fatto che ci sia.
"La scuola consegue tanto meglio il proprio scopo quanto più pone l'individuo in condizione di fare a meno di essa" (Codignola)
giovedì 30 aprile 2009
In attesa del 1° Maggio
Un'amica spagnola , mi ha mandato il link a questo video e lo condivido volentieri.
Ogni volta che lo vedo mi fa sorridere e credo che , a suo modo, racconti cos'è una comunità.
Una metafora della Rete e della gente che la popola , la percorre e la vive.
Ballem! Dancing!
Where the Hell is Matt? (2008) from Matthew Harding on Vimeo.
http://vimeo.com/1211060
Ogni volta che lo vedo mi fa sorridere e credo che , a suo modo, racconti cos'è una comunità.
Una metafora della Rete e della gente che la popola , la percorre e la vive.
Ballem! Dancing!
Where the Hell is Matt? (2008) from Matthew Harding on Vimeo.
http://vimeo.com/1211060
martedì 21 aprile 2009
A proposito di scolarizzazione...
Questo pomeriggio, mi riproponevo di "studiare" un po', di riordinare le idee e gli "appunti" .....
Quando nasci analogico , c'è poco da fare: la carta e la matita hanno un tale fascino, che più che "immigrato digitale", finisci col sentirti un tantino clandestino.
Poi, come al solito, ho cominciato a leggere il post di Andreas , il suo Daily sulla scolarizzazione e di link, in link sono approdata al blog di Dinorah .
Lì, mi sono fermata a guardare il video di Ken Robinson "Do schools kill creativity?" , che lei ha postato. Vi invito a guardarlo, se non lo avete ancora visto.
Ha ragione Gianni Marconato , quando dice:
Per citare Andreas: "Hai detto stecco...." :-)
Quando nasci analogico , c'è poco da fare: la carta e la matita hanno un tale fascino, che più che "immigrato digitale", finisci col sentirti un tantino clandestino.
Poi, come al solito, ho cominciato a leggere il post di Andreas , il suo Daily sulla scolarizzazione e di link, in link sono approdata al blog di Dinorah .
Lì, mi sono fermata a guardare il video di Ken Robinson "Do schools kill creativity?" , che lei ha postato. Vi invito a guardarlo, se non lo avete ancora visto.
Ken Robinson - Do Schools Kill Creativity? from Andrea Benassi on Vimeo.
Ha ragione Gianni Marconato , quando dice:
" si può cambiare la scuola solo cambiando l’insegnamento."E allora mi rendo conto che i "contenuti emergenti" esistono davvero, ma che il lavoro proposto (raccolta delle tracce del percorso di editing) sia più facile a dirsi che a farsi!
Per citare Andreas: "Hai detto stecco...." :-)
lunedì 16 marzo 2009
Personal Learning Environment
Da quando è iniziato il corso di Editing multimediale, sto facendo numerose scoperte.
Ma questa prospettiva con cui guardare al proprio "PLE" è un vero tesoro.
Finora ho pensato in termini di competenze , di cose che so, so fare, ho fatto.
Pensare al nostro ambiente di apprendimento in termini di rete di connessioni che si sviluppano e crescono, attraversando il tempo e lo spazio è una prospettiva radicalmente diversa.
Altro che portfolio ! Grazie , Andreas!
Ma questa prospettiva con cui guardare al proprio "PLE" è un vero tesoro.
Finora ho pensato in termini di competenze , di cose che so, so fare, ho fatto.
Pensare al nostro ambiente di apprendimento in termini di rete di connessioni che si sviluppano e crescono, attraversando il tempo e lo spazio è una prospettiva radicalmente diversa.
Altro che portfolio ! Grazie , Andreas!
Editing multimediale
Ad una settimana dal primo post e dopo ore spese "gir in giro" tra altri blog , ecco che cominciano a diradarsi un pochino le nebbie.
All'espressione "editing multimediale" cominciano ad associarsi immagini, esempi e numerosi "mi piacerebbe imparare".
Allora....
"editing" : si collega alla testualità, ma in contesto web 2.0 , questa assume connotati impensabili in altre situazioni. Penso a testi che si modificano con l'apporto dei lettori: certo , alcuni avevano già teorizzato ciò, ma ora si materializza.
Penso a testi che integrano codici e linguaggi diversi. Io sono un'appassionata delle "parole": le peso, le assaporo e ne colgo sfumanture . Ma a volte sono assolutamente inefficaci. Penso al video postato da Emanuela nel suo blog : un video di 6 minuti è stato capace di suscitare riflessioni che un paio di pagine di "buona scrittura" forse non avrebbero saputo suscitare.
Vi invito a vederlo : dà da pensare!
http://manubra.blogspot.com/2009/03/chi-sono-i-nativi-digitali.html.
Insomma, mi piacerebbe poter scegliere: vorrei imparare ad usare le immagini quando queste sono più espressive e comunicative delle parole. Chiedo troppo?
All'espressione "editing multimediale" cominciano ad associarsi immagini, esempi e numerosi "mi piacerebbe imparare".
Allora....
"editing" : si collega alla testualità, ma in contesto web 2.0 , questa assume connotati impensabili in altre situazioni. Penso a testi che si modificano con l'apporto dei lettori: certo , alcuni avevano già teorizzato ciò, ma ora si materializza.
Penso a testi che integrano codici e linguaggi diversi. Io sono un'appassionata delle "parole": le peso, le assaporo e ne colgo sfumanture . Ma a volte sono assolutamente inefficaci. Penso al video postato da Emanuela nel suo blog : un video di 6 minuti è stato capace di suscitare riflessioni che un paio di pagine di "buona scrittura" forse non avrebbero saputo suscitare.
Vi invito a vederlo : dà da pensare!
http://manubra.blogspot.com/2009/03/chi-sono-i-nativi-digitali.html.
Insomma, mi piacerebbe poter scegliere: vorrei imparare ad usare le immagini quando queste sono più espressive e comunicative delle parole. Chiedo troppo?
Iscriviti a:
Post (Atom)